L’obiettivo è quello di approfondire e meditare sul concetto di integrazione culturale attraverso l’arte del teatro, che del diverso si è sempre nutrita per crescere e rinnovarsi.
Ecco appunto lo studio teatrale sul concetto di identità, tra persone appartenenti a tradizioni, religioni e storie molto diverse tra loro.
Rappresentazione teatrale come un possibile ponte che può far incontrare tante differenze senza che vengano vissute come ostacoli in nome della cultura e dell’arte universale.
Così come anche l'amore è un "linguaggio universale" poiché comprensibile a chiunque. L’amore non è prerogativa di nessuna cultura, non ha etnia, religione, non ha chiusure e non si "arresta" ne si può fermare e può diventare un importante luogo di incontro poiché figlio di un libero pensare.
Dall’unione di questi linguaggi - amore e arte teatrale - si è pensato a un testo che vede la commistione tra due opere teatrali dello stesso autore: Sheakspeare, le cui "storie" vivono attraverso i tempi parlando appunto un linguaggio universale. di valori e sentimenti che mettono a nudo l’animo umano. Entrambe lette a partire dalle tensioni o dai conflitti generati dalla "diversità" e ricontestualizzate nel presente.
Le opere scelte sono: "Romeo e Giulietta" e "Il mercante di Venezia"
Si inseriranno in questo contesto anche contaminazioni moderne tratte da:
“Il Grande dittatore” di Charlie Chaplin
“Romeo e Giulietta” di Riccardo Cocciante
“Se questo è ancora un uomo” di Adriano Sofri.
Da sfondo a tutto questo l'idea che attraverso l'incontro e l'esperienza diretta, le diversità possono smettere di essere ostacoli e allo stesso tempo capaci di operare un "cambiamento" che può trasformare i punti deboli in punti di forza.
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