LUIGI CIOTTA
Da sempre attratto dall’arte in tutte le sue forme, Luigi Ciotta nato a Palermo il 09\09\1979, si trasferisce nel 2000 a Bologna dove compie i suoi studi Universitari laureandosi nell’anno 2003-2004 al D.A.M.S., arte, con una tesi in Storia dell’Arte Medievale.
Dall'età di 16 anni si dedica, da autodidatta, alla pittura ed alla scultura (fatta con materiale di recupero). A Bologna intensifica questa sua attività e passione che lo porterà ad esporre in diverse mostre, personali e collettive, sia in Sicilia che in Emilia.
In questa città, si avvicina al teatro e al clown conoscendo degli insegnanti che saranno fondamentali per la sua formazione personale ed artistica: Jean Meningue e Andrè Casaca. In particolare frequenta uno stage intensivo e residenziale tenuto da Jean Meningue e Urana Marchesini, Il Clown e le sue Peripezie Acrobatiche, della durata complessiva di 260 ore, e 4 Stage a differenti livelli tenuti da Andrè Casaca.
Si trasferisce quindi a Torino dove si forma come attore (diplomandosi nel 2006-2007) presso il P.A.U.T., Performing Art University Torino, all’interno dell’ Atelier Teatro Fisico di Philip Radice.
In questa scuola, della durata di tre anni, compie un percorso formativo intensivo nel quale studia teatro fisico (metodo Lecoq), voce, acrobatica e arti circensi (presso la Flic), danza, scrittura comico creativa, pantomima, improvvisazione, regia, combattimento scenico.
Grazie all’unione di queste diverse discipline, nel corso degli anni, nascono tutti i suoi personaggi: da quello reale al clown, dal melodramma al buffone, dal personaggio eccentrico alla commedia dell’arte.
Nella sua formazione artistica segue inoltre corsi con maestri come Chris Lynham (Clown), Loco Brusca (clown), Naira Gonzales (attrice), Compagnia di Teatro Circo Rital Brocante.
Dal 2005 al 2007 frequenta il Percorso Formativo di Danza Contemporanea presso l’associazione ArteMovimento diretta da Monica Secco, Torino.
Nel 2005 forma la Compagnia di teatro circo 4Quarti con la quale lavora sino al 2007 con lo spettacolo Pensione Splendor.
Contemporaneamente crea il suo spettacolo solista Tutti in Valigia, mentre nel 2007 insieme a Pierpaolo Nuzzo e Luca Zennaro crea la compagnia Fiasco Divino con la quale crea lo spettacolo “Oklaoma o Iowa”. La Compagnia è stata selezionata per l'anno 2008 per il concorso “Rigenerazione”, organizzato dal Teatro Stabile di Torino.
Nel 2008-2009 è alle prese con un nuovo bizzarro spettacolo di clown-buffone dal titolo Funky Pudding Vincitore del Concorso “Cantieri di Strada 2009” della FNAS, e del “Premio Mercurdo” al Mercurdo Festival dell' Assurdo.
Dall’anno 2006 è Presentatore (sia da solo che in duo insieme ad Andrea Fidelio in arte Fefè) in diverse serate di varietà, sopratutto presso L’Atelier Teatro Fisico di Torino, mentre dal 2007 é co-direttore artistico della Rassegna di Teatro Comico “Potpourri” nella stessa sede del Teatro Fisico. Rassegna dedicata a Giovani Artisti Emergenti, che ha avuto alla prima edizione come Madrine le Sorelle Suburbe e Padrino Andrè Casaca, e alla seconda Rita Pelusio e Arturo Brachetti.
AURELIA DEDIEU
Nata nella periferia di Parigi, Aurelia è sin da piccola attratta dal teatro. Tra i 7 e i 18 anni ne frequenta costantemente lezioni, venendo a conoscere tramite spettacoli amatoriali o stage intensivi registi e artisti come Anne Marenko, Anna Acerbis, Carlo Boso, Jeanne Vitez. Questa passione la guiderà fino al conseguimento nel 2002 di una maturità letteraria specializzata in discipline teatrali.
Ciononostante il suo percorso di studio universitario la porterà a mettere da parte il palcoscenico per due anni alla fine dei quali ritornerà alla commedia dell’arte, in un corso serale condotto da Jean-Hervé Appere, regista della compagnia Comédiens et Compagnie di Parigi.
Nel 2005 consegue una laurea triennale in Studi Europei poiché sviluppa da tempo, in parallelo agli interessi artistici, impegni politici e sociali che hanno alimentato il suo percorso di studio. Padroneggia più lingue : inglese e spagnolo soprattutto, ma studia anche il tedesco e il russo in autodidatta.
L’estate 2005 apporta molti cambiamenti : dopo un’esperienza di un mese in Colombia (Bogotà) in un ONG che lotta per la protezione dei diritti dell’uomo, torna molto cambiata a Parigi e decide di trasferirsi in Italia, a Torino.
Dopo alcuni mesi dedicati allo studio della lingua, puntuati da esperienze lavorative diverse , segue, da febbraio a giugno 2006, il percorso di formazione per animatore interculturale del Centro Interculturale di Torino. Grazie a un tirocinio all’ufficio minorile di Torino incontra allora l’associazione culturale Arteria per la quale svolgerà alcuni mesi di volontariato dopo essere finalmente assunta in quanto operatrice nel progetto di educazione di strada, Bibliomigra, una piccola biblioteca ambulante multilingue e multiculturale.
Decisa a diventare educatrice interculturale, riprende gli studi all’università di Torino alla facoltà di Scienze dell’Educazione, percorso che, dal settembre 2006, si concluderà nel luglio 2009 con il conseguimento della laurea triennale con 99/110.
All’interno dell’associazione Arteria pero’, le sue capacità artistiche teatrali vengono presto riconosciute e sfruttate per la partecipazione e la creazione di due spettacoli. E’ cosi che si decide a riprendere anche un percorso formativo teatrale professionalizzante all’interno dell’Atelier Teatro Fisico Philip Radice di Torino (metodo Lecoq). Il percorso formativo è intenso ma molto stimolante ed implica un lavoro corporale che fin’ora non aveva mai svolto.
I corsi di teatro, di canto, di acrobatica, di scrittura comica, la scoperta della propria comicità sopratutto attraverso due stage intensivi con Rita Pelusio, le ricordano l’importanza del proprio percorso artistico. Conclusa la formazione nel 2009 segue lo spettacolo “Funky Pudding” di Luigi Ciotta, lavorando come tecnica.
Scopre soprattutto che i due ambienti, quello sociale e quello artistico, hanno un punto in comune fondamentale: la strada. Da educatrice di strada, l’interesse per il teatro di strada sembra quasi naturale.
Non si tratta di voler svolgere assolutamente ed esclusivamente tutto in strada bensi dell’importanza che prende il pubblico in entrambi le situazioni, e del focalizzarsi sui suoi bisogni e le sue reazioni per creare i propri interventi. E’ la scoperta di una modalità educativa che richiede improvvisazione costante, e di tecniche artistiche che possono essere portatori di messaggi forti, anche attraverso forme più popolari e comiche di espressione.
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